Rimozione e Ossidazione tensioattivi

I tensioattivi sono uno degli inquinanti più difficili da abbattere con metodi convenzionali. 
Il metodo classico per arrivare alla loro rimozione è quello di dosare polvere di carbone attivo nel reattore di alcalinizzazione, ma questo non sempre si rivela sufficiente.
Specialmente i tensioattivi di tipo Anfotero o Non Ionico infatti dimostrano una scarsa affinità con il carbone attivo.
Un metodo di tipo chimico si è rivelato risolutivo in queste situazioni. Si tratta di un’ossidazione radicalica delle sostanze organiche presenti nota come “Reazione di Fenton”.
Viene effettuato un dosaggio combinato di un sale di Ferro bivalente (Solfato o Cloruro Ferroso) e di Perossido di Idrogeno (Acqua Ossigenata). 
Il Perossido, mentre ossida il Ferro bivalente a Ferro trivalente, produce radicali liberi (ossidanti di estrema potenza) che distruggono le sostanze organiche degradandole in alcuni casi fino ad acqua ed anidride carbonica.
In questo modo i tensioattivi vengono effettivamente degradati per via chimica fino al 90% risolvendo il problema alla radice.

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